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A Pasqualino Marcianò Fin da bambino ricordo affettuosamente la figura di Pasqualino Marciano,cugino di mia madre e grande amico di mio padre. Ci ha sempre legato un affetto incommensurabile sia di parentela che di amicizia. Ricordo ancora vivo dentro di me quando mio padre ci annunciava che andavamo a Messignadi a trovare lo zio Vincenzo, la zia Pasqualino e Franco (che adesso non c’e’ più) con le loro rispettive famiglie. Per noi era una festa che iniziava dal momento che entravamo nel fiat 128 e dovevamo attraversare le montagne dell’Aspromonte per poi raggiungere “la piana”. Quel viaggio che ci accompagnava nei paesaggi diversi che cambiavano velocemente e repentinamente e ci portavano a Messignadi paese natale di mia nonna materna.L’accoglienza che ci veniva riservata ,la dolcezza di tutti e Franco che giungeva puntualmente con le “marvizze”(il bottaccio), poiché sapeva che mio padre amava gustarle.Poi le giornate trascorse davanti al camino tutti insieme dove era la cultura a primeggiare nelle discussione e Pasqualino che col suo sapere fare ci coinvolgeva a noi bambini. Si questo uomo dolce educato e dall’espressione sempre gentile,la barba e la sua pipa.Le visite si scambiavano a vicenda come quando venivano da noi e si facevano quelle interminabili partite a carte. Il tutto durò fin quando decisero di emigrare a Ravenna; .lì, come di incanto, si interruppe un percorso di questi nuclei familiari, ma mio padre testardamente coltivò lo stesso questa parentela/amicizia andando puntualmente a trovare i rimasti e sentendo costantemente Pasqualino al telefono, finché ogni volta che ritornava a in Calabria ci si riuniva di nuovo e lui era sempre ed e’ lo stesso, cioè non e’ quella persona affermata che disconosce la modestia e i valori di vita. Ci siamo visti anche a Ravenna una volta e gia adulto io, mi ricordo sempre quella chiacchierata con la sua pipa e la mia sigaretta, sempre parlando di Cultura e Calabria. E’ stato sempre presente nella vita della nostra famiglia,sempre li come un ombra,come anche mio padre per lui. Nei momenti più difficili di mio padre non posso dimenticare la sua visita a casa mia ,agosto,e le parole che mi disse tutte vere e poi verificate. A morte di mio padre fece un telegramma che io stesso ho voluto come ricordo sulla lapide,per affermare la sua sincerità e l’amicizia profonda di mio padre e della mia famiglia per lui. Da scrittore l’ho voluto personalmente al battesimo dell’Associazione dedicata a mio padre e lui pur non guidando e acciaccato dalla salute era presente, non so come ma era li’ il 18.agosto 2008. Questa e’ vera amicizia e parentela! Il suo discorso di Careri e’ stato applaudito per ben 5 minuti e la gente si e’ alzata per rendergli onore; senza nulla togliere agli altri, ma Pasqualino e’ del nostro dna e quella e’ stata la conferma. Come scrittore io non mi sento di descriverlo, basta la sua vita e il discorso che ha fatto a Careri il 18 agosto per potervi dire : leggete quello che scrive poiché e’ un maestro di vita. Grazie Pasqualino. Con affetto, Giorgio Richichi Ho studiato per anni,anche oggi,il tema dell’emigrazione,forse poiche’ lo sono emigrato anche io. Il tutto o meglio il problema mi investe dopo che ero emigrato da tanti anni e leggendo un libro di un mio conterraneo dal titolo “la grande quercia”,dove parla dell’emigrazione verso l’australia,mi scoppia questa nostalgia . Caro pietro leggendo il tuo libro ho rivisto me stesso,lato careri,quasi tutto mi ha riportato in dietro nel tempo e mi ha fatto scoppiare la nostalgia e nello stesso tempo ho rivisto la mia vita e le mie contraddizioni. Chi sono io? Calabrese o lombardo? Con un pizzico di sorriso e tanta rabbia ho letto questa tua delizia in meno di una notte. Strano per me la lettura scorre cosi’ veloce solo con Sepulveda. Allora tenendomi un groppone nel gozzo mi sono immedesimato nella prefazione,ma sinceramente,poiche’ ritengo che hai toccato tutti i temi ,hai messo le dita nella piaga di un emigrato che vuole tornare a casa ed e’ tormentato dalla decisione di quella scelta giusta per la famiglia. Tormentato dal cosa e bene e cosa e’ male per i figli,impaurito dal paragone sui servizi nord e sud e crudelmente combattuto sul chi ero e chi sono. Non ho paura di lasciare quello che mi sono costruito,caro pietro,ma ho paura del futuro che mi aspetta in calabria. Mi hai suscitato tante emozioni,pur essendo un careroto,hai fatto questo piccolo capolavoro. Vedi pietro” verba vola scripta manent”,per quanto tu possa essere modesto,rimarrai nella storia o almeno nella mente di quella gente che hai rappresentato nel libro e di quelle persone che hanno una “vera” coscienza da emigrato. Di quelle persone incazzate perche’ devo esprimere fuori mura natali il proprio estro e la propria intelligenza. Di quelle persone che prestano opera per terre estrane ma che sono stati accolti da queste amanti sconosciute ma belle e di linguaggio diverso. Di quelle persone che vivono in un habitat non suo come gli animali di un parco,non di uno zoo. Grazie pietro. |
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Mostra che "Vale"
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Il Liceo Artistico Volta di Pavia ha voluto organizzare una mostra intitolata: "La mostra che VALE" per ricordare Valentina esponendo e mettendo in risalto gran parte dei Suoi lavori. Questo è un modo proposto dall'Istituto per ricordarLa attraverso l'arte che era la Sua passione. Una mostra che racconta come Valentina vedeva il mondo e lo esprimeva attraverso l'arte. Anche i Suoi amici e compagni della 4a CL hanno ritratto VALENTINA con i colori e le espressioni proprie dei loro sentimenti. La mostra rimarrà aperta fino a fine maggio nell'atrio della zona ricreazione "BAR-ART" della scuola di VALENTINA.
Calendario spettacoli Nino Racco
Il Musico Impertinente
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Presepe vivente
Per visitare la galleria fotografica del Presepe vivente del 28/12/2008, che è stato presentato a Careri, clicca QUI >>> oppure sull'immagine in basso.
















